Se c'è un appuntamento che da solo giustifica un viaggio a Noto in primavera, è l'Infiorata. Si tiene ogni anno alla terza domenica di maggio, ed è il momento centrale della manifestazione che la città chiama Primavera Barocca.
Che cosa succede, esattamente
Via Nicolaci — la via in salita chiusa in fondo dalla facciata di una chiesa, quella dei balconi con le mensole scolpite — viene interamente ricoperta da un tappeto di fiori. Non si tratta di decorazione sparsa: il tappeto è composto da riquadri, ognuno con un proprio disegno, riprodotti a terra dai maestri infioratori seguendo dei bozzetti preparati in anticipo.
Il lavoro si svolge in gran parte di notte, perché i petali vanno posati il più tardi possibile per arrivare freschi alla domenica. È una delle cose più interessanti da vedere per chi ha la pazienza di restare fino a tardi: la via illuminata, i disegni che prendono forma per righe, il profumo dei fiori.
Ogni edizione ha un tema, che cambia di anno in anno e a cui si ispirano i riquadri. Dopo qualche giorno il tappeto viene rimosso, e via Nicolaci torna a essere una via.
Non solo il tappeto
L'Infiorata è il centro di un programma più ampio. Nei giorni della Primavera Barocca la città ospita eventi, mostre, esposizioni artigianali e un corteo in costume che attraversa il centro storico con figuranti, sbandieratori e musici. È il periodo in cui Noto apre ufficialmente la stagione.
Come organizzarsi
Nei giorni dell'Infiorata Noto è piena. Questo significa due cose molto concrete: il parcheggio in centro è complicato, e le strutture ricettive del centro storico si esauriscono con largo anticipo.
Alloggiare sulla costa, a Noto Marina, è una soluzione che risolve entrambi i problemi: si dorme a 7,2 chilometri dal centro, si sale in città quando serve, e si evita di stare dentro la confusione ventiquattr'ore su ventiquattro. Per chi vuole vedere il tappeto senza la ressa, i momenti migliori sono la notte del montaggio e la mattina prestissimo.
Maggio, del resto, è un ottimo mese anche indipendentemente dall'Infiorata: le giornate sono lunghe, il caldo è ancora ragionevole e il mare comincia a diventare praticabile.
Cosa vedere oltre il tappeto
Molti visitatori arrivano la domenica, guardano il tappeto dall'alto della via, scattano qualche foto e ripartono. È il modo meno interessante di vivere l'Infiorata, perché lascia fuori la parte che rende l'evento diverso da una semplice decorazione.
La parte interessante è il lavoro: i riquadri che nascono uno alla volta, i maestri infioratori che seguono i bozzetti, i secchi di petali divisi per colore, la via chiusa e illuminata nel mezzo della notte. Chi ha la possibilità di restare fino a tardi vede l'opera prendere forma, ed è il ricordo che di solito resta.
Un weekend, non una tappa
Maggio è anche il momento in cui la stagione comincia: le giornate sono lunghe, il caldo è ancora gestibile, le visite in città si fanno senza soffrire e il mare inizia a essere praticabile per chi non è freddoloso. Un weekend lungo permette di combinare l'Infiorata con una giornata di mare e una di natura, cosa che a metà agosto sarebbe molto più faticosa.
La regola pratica resta una sola: prenotare presto. Nei giorni della manifestazione la disponibilità in zona si esaurisce con largo anticipo, e chi si muove all'ultimo trova poco e a condizioni peggiori.
Dormi fuori dalla folla, a dieci minuti da Noto
Overlookingsea è a Noto Marina, a 7,2 chilometri dal centro storico: si sale in città per l'Infiorata e si torna in una casa con giardino privato.