Un grappolo di pomodorini ciliegino rossi ancora sulla pianta
Pomodoro ciliegino tipo Pachino a grappolo — foto: VIDITI · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Una delle differenze concrete fra un albergo e una casa vacanze è che nella seconda si può fare la spesa. In questa parte della Sicilia non è un dettaglio: è probabilmente il modo migliore di conoscere il territorio, e costa meno di qualsiasi altra attività.

Il pomodoro di Pachino

Il pomodoro di Pachino è un'Indicazione Geografica Protetta, e sotto quel nome rientrano più tipologie: la più famosa è il ciliegino, ma non è l'unica. Si coltiva nella zona a sud di Noto, dove il clima e il terreno danno al frutto le caratteristiche che l'hanno reso noto.

Comprarlo qui e mangiarlo qui è un'esperienza diversa dal comprarlo altrove: non è marketing, è una questione di ore fra la raccolta e la tavola. Un piatto di pasta con pomodorini presi al mercato la mattina è, molto banalmente, il pranzo migliore che si possa fare in vacanza.

Il pesce dei borghi marinari

La costa a sud di Noto è punteggiata di borghi nati intorno alla pesca — Marzamemi e Portopalo su tutti — e quella tradizione si vede ancora. Chi vuole cucinare a casa trova pesce fresco senza dover fare chilometri; chi preferisce mangiare fuori trova nei borghi la cucina di mare più diretta, quella che non ha bisogno di molte idee.

Vale una regola generale di buon senso: il pesce migliore è quello del giorno, non quello del menu. Chiedere cosa è arrivato la mattina è sempre più utile che leggere la carta.

Mandorle, agrumi e vino

Il terzo gruppo di prodotti tipici è quello agricolo: la mandorla di Avola, il limone IGP di Siracusa, il vino Nero d'Avola. Sono le tre eccellenze che vengono celebrate insieme durante la festa che Avola dedica alla mandorla, e che si trovano tutto l'anno nelle botteghe della zona.

Consiglio pratico: orari e giorni dei mercati cambiano da paese a paese e da stagione a stagione. Conviene chiedere sul posto: è anche il modo più rapido per farsi dire dove si compra bene.

Cucinare in vacanza, senza esagerare

Non serve trasformare la vacanza in un corso di cucina. Con una cucina attrezzata — utensili, frigorifero, macchina da caffè — e un barbecue in giardino, il repertorio necessario è molto ridotto: pomodori, pane, olio, formaggio, pesce o verdure sulla griglia.

È anche il modo più sensato di gestire le giornate di mare: si torna dalla spiaggia, si mangia in veranda, e il pomeriggio resta intero. La sera, semmai, si scende in paese o si sale a Noto.

Mangiare fuori: quando ha senso

Cucinare in casa non significa rinunciare a mangiare fuori. La formula che funziona meglio, in una settimana, è alternare: pranzi leggeri in casa o in spiaggia, e cene fuori quando c'è un motivo — il pesce nei borghi marinari, una serata a Noto, una tappa durante una gita.

Il criterio più utile per scegliere è anche il più semplice: preferire i posti che lavorano con la gente del luogo e chiedere cosa c'è di fresco quel giorno, invece di ordinare dal menu. Nei paesi di mare, in particolare, la carta è spesso più ampia di quello che è arrivato la mattina.

La spesa, giorno per giorno

L'errore classico di chi arriva è fare una grande spesa il primo giorno e poi non toccarla più. Qui conviene il contrario: comprare poco e spesso, perché la qualità di quello che si trova cambia di giorno in giorno e perché il frigorifero, in agosto, non è il posto migliore per un pomodoro.

Il barbecue in giardino semplifica ulteriormente le cose. Verdure, pesce, carne: la cena si risolve senza accendere i fornelli in casa, che nei mesi caldi è un vantaggio pratico prima ancora che gastronomico.

Cucina attrezzata, giardino e barbecue

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